Budapest 1956. La Rivoluzione Reportage fotografico di Erich Lessing

 

Che cosa spinge un popolo a scendere in piazza, nell’Europa martoriata da poco uscita da una guerra terribile? Le difficoltà della vita, la fame, la povertà, la mancanza di lavoro, la fatica di ricostruire un tessuto sociale e civile erano comuni in tutti i paesi d’Europa. E la prima parte di questa mostra fa capire che la situazione in Ungheria non era apparentemente peggiore di altre. Allora, di che si tratta?

Nel cuore dell’uomo c’è qualcosa di più importante dell’aspirazione a un maggiore benessere. È l’anelito della libertà, il bisogno di dare il nome alle cose, di distinguere il vero dalla menzogna, l’esigenza di mettere in gioco se stessi in un giudizio sulla realtà, il desiderio di partecipare al bene comune, di costruire insieme una società più giusta e umana.

La rivoluzione di Budapest è una delle grandi testimonianze rese alla libertà nel secolo scorso. Una rivoluzione per sottrarsi alla cappa di un controllo soffocante di ogni espressione di pensiero, realizzata attraverso una burocrazia opprimente. Ricordarla oggi, a cinquant’anni di distanza, non significa solo riproporre il racconto di un particolare evento storico, ma il grido che è in ogni uomo, in ogni tempo. E il valore di questo richiamo resta quanto mai valido soprattutto in un Occidente sempre più intorpidito e disposto ad “accontentarsi” di un benessere materiale che pure mostra sempre più evidente la debolezza delle sue fondamenta.

Tutto sarà raccontato grazie ai capolavori del fotografo Erich Lessing. Nato a Vienna nel 1923, fotografa la Seconda Guerra Mondiale al seguito dell’esercito inglese. Ha lavorato principalmente per Life, Paris Match, Picture Post, Epoca e Quick Magazine, documentando gli avvenimenti politici nell’Europa del dopoguerra e soprattutto gli eventi dei paesi comunisti che stavano nascendo in quel periodo. Ha ricevuto l’American Art Editor’s Award per il suo lavoro sulla Rivoluzione Ungherese del 1956 e il Prix Nadar per il suo libro sull’Odissea nel 1966.

Data

20 Agosto 2006

Edizione

2006

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