Action Painting - Meeting di Rimini

Action Painting

 

‘Un omaggio che la Guggenheim Foundation fa a Rimini ed al Meeting. E’ stato così possibile assolvere al compito doveroso, all’interno di un Meeting intitolato “America Americhe”, di dar spazio alla più grande espressione pittorica nordamericana del dopoguerra. L’agire, il fare, l’azione e la sua dinamica che generano movimento e vita sono elementi peculiari della realtà americana e ci sono proposti emblematicamente nelle opere dell’Action Painting. L’avvento dell’Action Painting e le vicende dei suoi esponenti – a cavallo degli anni 50 – ci riportano al momento in cui più fortemente l’arte ha posto la domanda sul senso di questo frenetico dinamismo. Che senso ha l’arte per una realtà in cui ogni avvenimento è consumato velocemente e subito scavalcato da una novità più recente, da un mutamento ancor più radicale e che pure, al pari degli altri, non sembra turbare l’immagine perfetta ed opulenta della società americana? Chi è l’artista e qual è il significato della sua azione? Proprio la radicalità di queste domande fece scattare la ribellione che per un decennio circa trovò espressione nella Pittura d’Azione americana e che ebbe risonanza nei più significativi movimenti artistici europei. Il fare dell’arte e l’identità dell’artista divennero così i soggetti di una poetica che porta al centro del problema esistenziale. L’artista prototipo dell’uomo, “ultimo essere spirituale” (A.Gorky), rischia tutto se stesso nell’azione che è vita, cioè l’arte. Cerca in quadri che sono “eventi” irripetibili le motivazioni del suo agire. Accetta lo spaesamento totale. Intraprende un viaggio del quale non conosce il tragitto verso l’orizzonte che solo alla fine dell’azione, “quando non c’è più nulla da aggiungere” sulla tela, lascia intravedere i suoi contorni. L’incontro con le opere dell’Action Painting, così essenziale per avvicinare ogni altra espressione artistica successiva, ci testimonia il periodo in cui, forse più intensamente, l’arte contemporanea ha saputo dire dell’uomo e della sua condizione. Al Meeting sono esposte opere di William Baziotes, Sam Francis, Willem de Kooning, Robert Motherwell, Kenzo Okada, Jackson Pollock, Mark Rothko e Mark Tobey. Contestualmente viene proiettato il film “Jackson Pollock” di proprietà del Museum At Large di New York, che descrive la tecnica pittorica di Pollock – il ‘dripping’, sgocciolamento – che rappresenta il suo contributo più significativo all’arte del XX secolo.’

Data

25 Agosto 1984

Edizione

1984