Costruttori di futuro

22 Agosto 2021
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Insieme per il lavoro: «Quando qualcuno la coglie facciamo festa. E’ uno di noi che ce l’ha fatta»

Insieme per il lavoro è un progetto che nasce nel 2017 a Bologna grazie al cardinale Matteo Maria Zuppi e al sindaco di Bologna, Virginio Merola, e investe la città metropolitana in forza della collaborazione tra Comune, Città metropolitana e Arcidiocesi di Bologna. E’ un progetto che ha come scopo l’inserimento nel mondo del lavoro di persone scarsamente autonome nella ricerca di occupazione, di persone giovani e adulte in grave difficoltà perché senza lavoro. Il progetto ha avuto subito una efficacia significativa, dal 2017 a oggi sono stati effettuati 1140 inserimenti.

«Quello che facciamo – dice Martina che lavora nel progetto – non è assistenzialismo, noi diamo alle persone che incontriamo degli strumenti per lavorare su se stessi, per crescere come persone». «A chi arriva da noi ed è in difficoltà – aggiunge Sara, anche lei una operatrice del progetto – offriamo degli strumenti perché abbiano un’altra opportunità, una seconda chance. Per questo il nostro non è assistenzialismo perché proponiamo un percorso che uno deve fare se vuole afferrare una nuova opportunità di lavoro. Per questo vi è una condizione fondamentale, che uno sia disposto a mettersi in discussione».
Silvia sottolinea che con questo progetto si offre a tante persone l’opportunità di ritrovare la propria dignità che era andata persa. «Noi diamo una opportunità di crescita che chi si rivolge a noi deve saper cogliere » sottolinea Silvia.
«Fare questo lavoro porta una grande soddisfazione umana  - evidenzia Martina – con quello che faccio sento di aver contribuito alla rinascita di una persona e quando qualcuno coglie questa seconda opportunità noi tutte facciamo festa, è uno di noi che ce l’ha fatta».
«Questo succede - sottolineano Sara e Silvia - perché lavoriamo in team e noi grazie al fatto che ogni settimana ci troviamo a parlare di tutte le persone che aiutiamo scambiandoci informazioni di ogni tipo le conosciamo tutte: tutte ci sono presenti!»

La storia di Elena

Elena, nata nel ’66 a Bologna, è una donna che si definisce ribelle e testarda. «Da piccola non mi interrogavo mai sul “cosa voglio fare da grande?”, le uniche certezze che avevo erano: non mi piace studiare e che, tanto, sarei andata a lavorare nell’azienda di famiglia. Cosi è stato una volta finita la scuola».
Oggi fa totalmente un altro lavoro, cosa l’ha portata fino a qui?
«La noia. Ogni lavoro, che mi trovavo a fare, era sempre deciso o dalle circostanze o dagli altri. Nel 2005 mi trovai a fare l’educatrice, che mi mise dentro, per la prima volta, la domanda sulla mia vocazione, subito seppellita dagli amici e dal marito, che vedevano in me una donna di conti».
Che cosa è stato per te Insieme per il lavoro?
«Per me è stato la possibilità di ricevere. Mi sono resa conto che, facendo star bene gli altri, faccio star bene me stessa. Insieme per il lavoro mi ha dato la possibilità di fare un corso da OSS, e sostenere tutte le spese che da sola non sarei mai riuscita a pagarmi. Ho trovato persone, che hanno creduto in una donna di 55 anni offrendole una nuova opportunità».
Qual è il tuo attuale lavoro?
«Opero in un centro diurno, accolgo gli anziani, cerco di farli sentire amati ma soprattutto non soli, faccio cose semplici. Loro hanno bisogno di semplicità, di piccoli gesti: è nel dare che io sono felice perché sento di ricevere tanto, il mio non è un lavoro, è un dono che il Signore mi ha fatto.»