Recovery e Next Generation: un percorso per la transizione ecologica

Redazione Web

Quali strade per la transizione ecologica?

La sfida di un Paese di fronte all’opportunità offerta dal PNRR

 

Rimini, 24 agosto 2021 – L’incontro “Recovery e Next Generation: un percorso per la transizione ecologica”, proposto dal Meeting in collaborazione con Cdo e Unioncamere, con il sostegno di Enel, Leonardo, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, SEINGIM, ha visto tre rappresentati di altrettanti importanti player confrontarsi sulle opportunità e criticità legate all’attivazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Hanno preso parte all’incontro Paolo Emilio Signorini, presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale; Carlo Tamburi, direttore Italia Enel; Riccardo Toto, direttore generale Renexia; introdotti e moderati Marco Piuri, direttore generale FNM e amministratore delegato Trenord.

Dopo l’introduzione di Piuri, che ha illustrato gli importanti numeri del PNRR con particolare riferimento alla transizione ecologica ed alla digitalizzazione e innovazione, Tamburi ha espresso la positiva valutazione di Enel sul PNRR. «Il piano», secondo il direttore di Enel Italia, «deve essere equo e giusto, capace di non lasciare indietro nessuno e in grado poi di farsi carico di aspetti sociali ed economici, per evitare problematiche di carattere differenziale ancora presenti nel nostro Paese. Vi è la necessità che il governo e tutte le parti coinvolte si facciano carico di uno sforzo per una operazione che sia equa e sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico».  Tamburi ha sottolineato che vi sono tutte le premesse affinché il piano venga portato avanti con coraggio e lungimiranza e con una “indipendenza” rispetto alle oscillazioni politiche.

Anche per Toto il PNRR rappresenta una grandissima sfida, ma ha sottolineato fortemente il problema principale della scelta dei progetti: questi ultimi, infatti, «dovranno essere identificati in base alla loro fattibilità e fruibilità applicando decisioni responsabili, perché bisogna fare presto e bene utilizzando i fondi per uscire dalla crisi che incombe ancora sul Paese».

Signorini ha invece evidenziato come l’impianto del PNRR affronti il tema degli investimenti e delle riforme: un legame di non immediata evidenza, «ma con l’attuale governo si è in grado di accogliere la sfida delle riforme in un contesto complesso come quello italiano. Le riforme, pur difficili, sono necessarie per migliorare gli indicatori di competitività. Occorre», secondo Signorini, «rendere un ambiente idoneo agli imprenditori per favorire i loro investimenti. Non bisogna, però, dimenticare che l’Europa, per la prima volta, chiede all’Italia di vedere subito quali progetti si intenda candidare, e se non si è in grado di presentare progetti solidi e credibili sarà precluso l’accesso ai fondi economici».

Secondo Tamburi, il PNNR rappresenta altresì un forte acceleratore su quanto già posto in essere da Enel su tre linee di azione: «Una riduzione delle emissioni all’atto della generazione elettrica attraverso la costruzione e installazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e impianti di accumulo; l’efficienza energetica e l’elettrificazione dei consumi intervenendo in quegli utilizzi altamente produttivi di CO2; e, infine, la digitalizzazione della rete di distribuzione».

Toto ha illustrato poi la progettualità di un parco eolico al largo delle coste italiane, precisando che «qualsiasi progetto deve necessariamente coinvolgere per primi i territori, gli operatori economici locali, rovesciando il paradigma che vedrebbe al primo posto l’economicità nei fattori valutativi. Il PNRR andrà ad impattare fortemente anche sul sistema portuale di Genova-Savona». Signorini ha evidenziato come gli investimenti riguarderanno l’accessibilità marittima e terrestre (strade e ultimo miglio ferroviario) per facilitare l’accesso di navi e treni merci, la transizione ecologica con l’obiettivo «di arrivare ad un porto ad emissioni zero, alimentando tutte le attività con energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e, quindi, la digitalizzazione finalizzata ad eliminare le transazioni effettuate, ancora oggi, in modo cartaceo e fisico o solo parzialmente digitale».

Gli ospiti sono stati, infine, invitati ad identificare le possibili criticità: un limitato spazio dato alla sussidiarietà nel PNRR potrebbe essere un fattore di rischio, ma anche un necessario snellimento della burocrazia con la conseguente riforma della PA e, infine, un cambiamento sul tema del permitting, dal momento che l’ottenimento di autorizzazioni necessarie per attuare i progetti hanno ancora tempistiche eccessivamente lunghe. Tutto il sistema Paese, hanno convenuto in conclusione i partecipanti, deve necessariamente mettersi in moto per il conseguimento degli importanti traguardi che ci si è prefissati.

(S.Z.)

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