Mediterraneo: costruire ponti, abbattere muri

Press Meeting

«Il Mediterraneo di oggi, uno sconfinato cimitero per i profughi che lo attraversano, non è l’eredità che ci è stata consegnata». Andrea Simoncini, professore ordinario di diritto costituzionale all’Università degli studi di Firenze, ne ricorda alla platea del Salone Intesa Sanpaolo B3 la ricca tradizione e lo fa parlando di Giorgio La Pira, il sindaco nella Firenze della ricostruzione, l’uomo che, guardando al Mediterraneo come luogo di pace e dialogo, vide il ruolo che le città vi potevano giocare come luoghi di incontro vero. Fu lui a promuovere incontri internazionali con i sindaci: il primo colloquio mediterraneo ci fu nel 1958. La Pira, dunque, è l’originale ispiratore dell’incontro iniziato alle 15 del secondo giorno di Meeting, che ha visto sul palco Nassir Abdulaziz Al-Nasser, alto rappresentante dell’ONU per l’Alleanza delle Civiltà, Saifallah Lasram, sindaco di Tunisi, e Dario Nardella, sindaco di Firenze.

Simoncini indica la duplice eredità lasciata dal Mediterraneo vista da La Pira: luogo di incontro tra le componenti fondative della nostra civiltà religiosa, con Abramo comune radice soprannaturale; metafisica, pensata da greci e arabi; giuridica e politica elaborata dai romani – e, altro lascito, affermando il ruolo che hanno le città nella costruzione di questo spazio di dialogo. Il relatore ricorda che l’anno scorso, dallo stesso palco, aveva parlato la sindaco Kisanak della città turca Diyarbakir, «che oggi è in galera, nel suo paese, condannata a 230 anni»: si avverte la partecipazione di chi l’ha conosciuta, la platea applaude in segno di vicinanza.

Il dialogo inizia con il saluto in video di monsignor Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere della Pontificia accademia delle scienze, che sollecita l’attenzione su due emergenze: clima e rifugiati, «i 60 milioni di persone di cui approfittano i trafficanti di uomini». Anche la Pontificia accademia collabora con i sindaci, in particolare con quelli del Mediterraneo.

«La missione dell’Onu è abbattere muri e costruire ponti tra i popoli», afferma Al-Nasser, ricordando quando l’ex presidente americano Reagan disse che il muro di Berlino non avrebbe potuto opporre resistenza alla libertà. E indica nel dialogo interculturale non un obbligo ma una necessità: «Non possiamo dare per scontato lo spazio di incontro del Mediterraneo, dobbiamo riguadagnarlo. L’Alleanza tra le civiltà è stata creata per promuovere la comprensione tra popoli e nazioni, divulgare che le differenze sono un punto di forza. Nel mio ruolo intendo combattere la xenofobia e l’odio».

Lasram si dichiara «felice di essere qui come sindaco di una città della riva sud del Mediterraneo, insieme al sindaco di Firenze, della costa nord». Due anni fa hanno firmato un accordo sulla cooperazione decentrata: «È accaduto perché due sindaci», afferma, «hanno voluto collaborare e stringersi la mano, senza paura». Ricorda che la rivoluzione in Tunisia è avvenuta senza spargimento di sangue, che l’immigrazione non deve essere selvaggia: «Nessuno sbaglia a controllare le proprie frontiere», afferma, e saluta il sindaco di Barcellona: per la seconda volta si leva un applauso di partecipazione alla sofferenza umana.

Anche il Papa ha sentito l’esigenza di invitare i sindaci delle città per confrontarsi su clima e migranti: lo ricorda Nardella, che approfitta della presenza di Al-Nasser per chiedergli di portare all’ONU la proposta di condividere con i sindaci scelte e strategie. Ammonisce: «Il terrorismo ha due obiettivi: vite umane e cultura. Le città che non curano il proprio patrimonio diventano più fragili, deboli, attaccabili da qualunque terrorismo». Servono gesti concreti e Nardella, riguardo ad ‘aiutare gli altri a casa loro’, informa: «Abbiamo aperto, con l’Università di Firenze, una sede della facoltà di architettura nella città marocchina di Fez».

Conclude Al-Nasser: «Uno strumento di unione potente è la musica come linguaggio universale. L’ONU promuove per questo degli eventi. L’estate scorsa a Ginevra ha organizzato il concerto del Mediterraneo con artisti di entrambe le rive, per affermare che questa è una regione di civiltà e non di violenza».

Scarica