SCUOLA, EDUCAZIONE, FORMAZIONE: DA QUI PASSA IL FUTURO DELL’ITALIA ATTRAVERSO LE COMUNITÀ

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È il giudizio lanciato dall’incontro “Le scuole ripartono. Esperienze educative ed autonomia” organizzato in collaborazione con CdO Opere Educative, Diesse, DiSAL, Il Rischio Educativo, Avvenire e introdotto da Carlo Di Michele, presidente Diesse, che ha posto all’attenzione dei relatori un passaggio del messaggio di Papa Francesco al Meeting 2020: «Nei mesi scorsi abbiamo sperimentato quella dimensione dello stupore che assume la forma della compassione in presenza della sofferenza, della fragilità, della precarietà dell’esistenza. Questo nobile sentimento umano ha spinto dottori e infermieri ad affrontare la grave sfida del Coronavirus con strenua dedizione e ammirevole impegno. Lo stesso sentimento ricco di affetto per i propri studenti ha permesso a molti insegnanti di accogliere la fatica della didattica a distanza, assicurando la conclusione dell’anno scolastico. E ugualmente ha consentito a tanti di ritrovare nei volti e nella presenza dei familiari la forza per affrontare disagi e fatiche.»
Dopo la sanità, pur tra mille difficoltà, il sistema scolastico è quello che ha tenuto meglio durante il lockdown. Ne è certo anche Pier Eugenio Lucchetta, dirigente scolastico I.C. Vittorio Veneto 2 “A. Zanzotto” di Vittorio Veneto. Gli istituti hanno provato un reale esercizio di autonomia scolastica, vero valore aggiunto del Paese. L’intraprendenza dei docenti in questi mesi non è nata dagli incentivi ma dall’appartenenza ad una comunità. La situazione emergenziale, pur a distanza, ha fatto risplendere il valore delle comunità che hanno distinto bene l’essenziale dal superfluo. La scuola parte dall’iniziativa personale per il bene degli studenti che sono il futuro dell’Italia. Occorre condividere questa scoperta educativa che ha generato nei mesi dell’esplosione del Covid una creatività sorprendente.
Bellezza e gratuità è la ricchezza che ha vissuto Claudia Ventura, insegnante all’I.C. Dozza - Castel Guelfo, la scuola è un organismo vivente e tutti, durante il lockdown, dagli insegnanti ai genitori si sono liberati. Liberati dal già vissuto, dal solito tran-tran. Tutti hanno dovuto rivedere il modo di fare didattica e sono nati nuovi modi di relazionarsi tra le scuole e le famiglie. Questo è successo a partire dalle scuole dell’infanzia. La realtà in quei mesi non era più fisicamente la scuola ma la propria casa. Stando alla realtà sono stati inventati nuovi modi di fare istruzione, educazione. Questo è stato possibile solo stando di fronte agli studenti e ai loro familiari. I genitori sono stati i maggiori alleati delle scuole, scoprendo caratteristiche dei propri figli proprio grazie al lockdown.
(a.r.)