“Profezie per la pace” fino al 25 gennaio a Savignano sul Rubicone

23 Gennaio 2026
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Presentata al Meeting 2025 a cura di Giorgio Bruno, Bernardo Cedone, Tommaso Grasso, Mario Mascilongo, Sara Nervi, Luciano Parlato, Matteo Severgnini, Tommaso Sperotto, Francesco Tanzilli, Cristina Zeni, la mostra “Profezie per la pace” è visitabile fino al 25 gennaio a Savignano sul Rubicone presso i locali dell’associazione “Amici di don Baronio” (via Matteotti 28) per la rassegna di incontri e film “Chi sono io senza di te? L’altro: risorsa o nemico?”organizzata dall’Unità Pastorale Savignano sul Rubicone in collaborazione con il Centro culturale Il Tralcio, Focolari Romagna, Var-Associazione Ragazzi, Asilo infantile Vittorio Emanuele II di Savignano sul Rubicone, Istituto di istruzione superiore “Marie Curie” di Savignano sul Rubicone, Istituti comprensivi di Savignano sul Rubicone e San Mauro Pascoli.

La mostra vede protagonisti ragazzi e professori di Gioventù studentesca che hanno cercato un contatto con persone impegnate per la pace in contesti di guerra.

Tra queste il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, e il vescovo ausiliare di Sarajevo, Pero Sudar, fondatore delle “Scuole per l’Europa” dedicate alla pace e alla convivenza multietnica.

Come dice il cardinale Pizzaballa, intervistato dagli studenti (un lungo estratto video viene presentato al termine della mostra): «dentro questo mare di odio, di guerre, dolore e paura, serve essere capaci di vedere le realtà belle, di cercare le persone che spendono la propria vita per qualcosa di bello: sono i risorti di oggi che ti dicono che c’è ancora luce».

È questa la “strana logica” della profezia adottata per la mostra. Ogni gruppo di studenti è andato alla ricerca di storie di pace “impossibili”, eppure reali: persone con un’esperienza diretta, sul campo, della guerra e dei suoi effetti, che potessero testimoniare la propria esperienza di pace vissuta all’interno di contesti politici, culturali, religiosi differenti. Volti che la guerra tende a cancellare, e che invece vanno recuperati, osservati e indicati a tutti come possibilità concreta di speranza.

Dalla Palestina ad Haiti, dal Rwanda fino al Myanmar, la mostra riporta dieci testimonianze dei protagonisti di queste storie, “artigiani” di una pace che si costruisce “dal basso”, a partire dal cuore dell’uomo – come indicato da papa Leone XIV.

In uno scenario globale segnato dalla terza guerra mondiale a pezzi, i cui dati principali vengono forniti all’inizio della mostra, queste testimonianze offrono l’occasione preziosa di riflettere su quali siano le condizioni della pace. Non c’è nulla di più urgente di questo. (Marcello Tosi)

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