
La mostra Chiamati due volte. I martiri d’Algeria continua il suo percorso di diffusione internazionale, toccando alcune delle principali città europee e statunitensi. Il progetto, realizzato dal Meeting con la Fondazione Oasis e Libreria Editrice Vaticana, racconta la vicenda dei diciannove religiosi uccisi in Algeria negli anni della guerra civile, testimoni di una fedeltà vissuta fino in fondo: alla propria vocazione e al popolo algerino con cui condividevano la vita.
L’exhibit ripercorre una delle pagine più drammatiche del cosiddetto “decennio nero” algerino (1992–2002), che causò circa 150.000 vittime. La storia dei monaci di Tibhirine è diventata nota al grande pubblico anche grazie al film Uomini di Dio di Xavier Beauvois. I diciannove religiosi sono stati proclamati beati nel 2018 da Papa Francesco.
Dopo essere stata visitata da oltre 15.000 persone al Meeting per l’amicizia fra i popoli nell’estate 2025, la mostra sta conoscendo una nuova fase di vita nel trentennale della morte dei monaci di Tibhirine e del vescovo di Orano Pierre Claverie, ucciso insieme all’amico musulmano Mohamed Bouchiki. Il titolo Chiamati due volte richiama proprio questa duplice fedeltà, che attraversa tutta la narrazione dell’esposizione.
Il percorso della mostra si avvale di interviste e testimonianze video raccolte in diversi luoghi simbolici – da Roma a Parigi, dalla Normandia a Lione, fino a Tunisi e all’Algeria – e accompagna il visitatore dentro una storia di violenza, ma anche di dialogo e convivenza.
Il 13 febbraio l’exhibit Twice Called approda negli Stati Uniti, al New York Encounter, presso il Metropolitan Pavilion di Manhattan. In programma anche una tavola rotonda con padre Thomas Georgeon, postulatore della causa di beatificazione, Anne-Marie Gustavson, sorella di Pierre Claverie, e Paul Heck, professore di teologia e studi islamici alla Georgetown University, moderata dal vescovo di Birmingham (Alabama) Stephen Raica.
Il 10 marzo la mostra sarà inaugurata a Parigi, al Collège des Bernardins, con il coinvolgimento della Conferenza episcopale francese e del gruppo editoriale Bayard, editore del quotidiano La Croix, che nel 1996 pubblicò per primo il Testamento spirituale di Christian de Chergé. Nello stesso periodo uscirà anche l’edizione francese del catalogo della mostra.
Non mancano le tappe italiane. Il 10 marzo Chiamati due volte sarà inaugurata a Roma, nella chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio, a pochi passi dalla Fontana di Trevi. Il 12 marzo la mostra arriverà a Milano, nella Basilica di Santa Maria della Passione, grazie alla collaborazione tra l’Arcidiocesi di Milano, il PIME, il Centro Culturale di Milano e l’Associazione Charles Péguy. Sempre a Milano, il 12 marzo, è previsto un panel di approfondimento con il vescovo di Orano Davide Carraro, monsignor Luca Bressan e suor Franca Littarru; il 20 marzo, nel Duomo, l’incontro quaresimale con l’arcivescovo Mario Delpini e il cardinale Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri.
Il 21 marzo la mostra sarà nuovamente a Roma, presentata dal cardinale Vesco insieme a padre Giulio Albanese. Il tour internazionale proseguirà infine a Oxford, dal 28 al 29 marzo, nell’ambito di Oxford Convergence.
La mostra è curata da Alessandro Banfi, Michele Brignone, Martino Diez, Claudio Fontana e Chiara Pellegrino per la Fondazione Oasis, e da Lorenzo Fazzini per la Libreria Editrice Vaticana. Le attività di diffusione in Italia e all’estero sono realizzate grazie al sostegno della Fondazione Cariplo.
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