
Continua il viaggio della mostra “Profezie per la pace”, curata da studenti e docenti di GS in collaborazione con Fondazione Meeting e presentata per la prima volta alla 46° edizione Meeting di Rimini lo scorso anno.
Dopo l’esposizione in varie sedi (parrocchie, centri civici, asili, scuole) di diverse regioni la mostra è approdata a Pozzo D’Adda nel milanese, dove è stata aperta al pubblico dal 6 al 14 giugno presso l’ex Parrocchiale e con visite guidate.
Entusiasta il commento di Aida D’Amico, “portavoce” del gruppo promotore dell’iniziativa: «È una mostra bellissima, che abbiamo voluto con forza, perché ci consente di condividere un’esperienza di bellezza e di luce, che dia ragione della nostra speranza, prima di tutto a noi e poi a chi incontriamo durante le visite. È un evento molto importante per una comunità di un piccolo paese come Pozzo D’Adda».
«Le storie e i volti incontrati in “Profezie per la pace”», osserva D’Amico, «ricordano l’infinita dignità che abita ciascun uomo, anche quello che si è macchiato delle peggiori colpe e la grandezza del cuore dell’uomo quando è toccato dalla grazia». Inoltre, «abbiamo riscoperto il valore inestimabile della libertà, che ha permesso a uomini e donne, in condizioni difficilissime, di scegliere il perdono, uscire dalla spirale di odio e violenza e mettersi in cammino verso un’umanità nuova». L’incontro con i testimoni che si raccontano nei video, rimarca Aida D’Amico, «è per tutti noi l’occasione di approfondire la nostra umanità e giudicare anche la qualità delle relazioni che normalmente intessiamo, magari senza accorgercene». Invece, «guardare l’altro e riconoscerne il volto è l’inizio per accogliere la sua umanità e i suoi bisogni. È l’inizio di un bene che contagia e costruisce luoghi di pace e speranza in contesti impensabili».
Infine, ricordando le parole del cardinale Pizzaballa per cui la zizzania coesisterà sempre insieme al grano, gli organizzatori locali della mostra ribadiscono con forza come «questi uomini e donne testimoniano che avere cura del grano è l’unica strada, anzi la strada per una pace vera, che contagia e rende fertile anche i luoghi deserti, disperati e disperanti». Il lascito di “Profezie per la pace” per la comunità di Pozzo D’Adda e tutti i visitatori della mostra, secondo Aida D’Amico, sono le parole espresse all’inaugurazione dai ragazzi di Bologna (curatori della mostra): «Ciascuno di noi è chiamato a dire il proprio piccolo sì personale per ricercare e dare spazio a tutto ciò che inferno non è e farlo crescere».
Per rafforzare la testimonianza della mostra “Profezie per la pace”, accanto è stata organizzata una raccolta fondi a favore del Libano (tramite l’AVSI): «Un’azione concreta di amicizia verso un popolo martoriato dalla guerra».
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