Il libro: strumento di cultura e liberta’

Emilio BROGI, Associazione Gymnasium

 

Moderatore: Salvatore ALVARO, docente e autore di libri scolastici

mercoledì 26, ore 11.30

 

 

BROGI: Vorrei illustrare, per chi ancora non la conoscesse, l’associzione Gymnasium, costituita lo scorso maggio a Milano in un convegno di due giorni sul tema della libertà di educazione, di pubblicazione e di scelta. Gymnasium intende collaborare con una serie di altre associazioni per opporsi ad un’omologazione del pensiero culturale che si fa sempre più opprimente e che, di fatto, costringe chi opera nel mondo della cultura - sia la scuola sia gli autori sia le case editrici - a confrontarsi giornalmente con degli steccati, con problemi di distribuzione, con problemi quindi di diffusione di un messaggio che non sia quello voluto dal sistema e in questo modo diventa effettivamente una privazione di libertà. Questo è nella sostanza il problema, un problema di libertà. E’ la progressiva scomparsa nella nostra realtà di uno strumento che noi riteniamo indispensabile, il libro che, fino ad oggi, è stato un riferimento importante. Nella scuola sta scomparendo perché il suo utilizzo è sempre più marginale, sostituito da altri strumenti.

A Milano abbiamo individuato una serie d’iniziative, di cose da suggerire e da costruire. Abbiamo pensato che nel mondo della scuola fosse necessario rivedere il discorso del libro di testo, garantendo una maggiore qualità ed una maggiore libertà di presenza di idee diverse e di pensieri diversi. Abbiamo pensato che per far questo fosse necessario lavorare sulla qualità non solo da un punto di vista didattico, ma anche da un punto di vista dei contenuti. E’ nata così l’idea di costituire una sorta di autority privata che è stata denominata Osservatorio sulla qualità dei libri di testo e che raccoglie l’adesione di una serie di associazioni al fine di pubblicare ogni anno un elenco di libri scolastici scelti tra le novità editoriali per offrire indicazioni sulle loro caratteristiche, sulle loro peculiarità didattiche, sull’efficacia o meno di questi testi. Questo coinvolgendo anche associazioni familiari dei genitori, al fine di avere anche un prodotto che sia in linea con le richieste e gli obiettive delle famiglie.

Un’altra proposta emersa in quell’occasione e successivamente sottoposta allo stesso governo, è la defiscalizzazione dei libri di testo. Recenti analisi dimostrano la ripresa di un fenomeno, specie in situazioni di emarginazione e di povertà, che non si osservava da tempo: ci sono molti ragazzi che si recano a scuola senza libri di testo.

Dobbiamo tener presente anche questo, che i giovani oggi, e non solo i giovani, leggono sempre meno. Il testo di scuola è spesso l’unica occasione di contatto con un libro. Oltretutto ci sono quei libri, chiamati di appoggio, di approfondimento, di lettura, che rappresentano la biblioteca del ragazzo. Se l’approccio e l’invito alla lettura, alla conoscenza del libro non viene approfondito, non viene proposto nel modo corretto nel momento della scuola, noi rischiamo di perdere definitivamente dei potenziali lettori. E’ importante quindi cominciare dalla scuola a proporre una qualità diversa, così da riavvicinare il giovane e i ragazzi all’utilizzo del libro. Notiamo anche che troppo spesso veniamo a conoscenza solo di alcuni libri, perché la diffusione e la pubblicità viene effettuata solo da grossi complessi e perciò la novità editoriale della casa editrice meno grossa ma per questo non meno importante, rimane in un circuito ristretto che poi produce anche problemi di circolazione delle idee, perché quando un libro raggiunge le due-tre mila copie, ha di fatto raggiunto un circuito ristretto di persone e non riesce ad incidere come invece dovrebbe incidere uno strumento di cultura di questo genere. Perciò ci siamo proposti di costruire delle strategie per modificare sensibilmente questo atteggiamento e recuperare questo aspetto determinante della cultura. In tal senso stiamo pensando ad una serie di convegni, incontri, dibattiti che affrontino di volta in volta aspetti specifici dell’editoria, del libro e della cultura.

I punti sui quali confrontarsi oggi sono tre: uno riguarda l’aspetto dell’omologazione culturale e della libertà, della possibilità per gli autori, anche giovani, di trovare spazio per pubblicare le loro opere; il secondo riguarda la formazione delle nuove generazioni ed ha un valore strategico perché se noi entriamo in Europa con questa scuola e con questa cultura siamo destinati ad avere un ruolo marginale, visti l’impegno e le risorse che gli altri paese europei stanno profondendo nella formazione. Infine il libro con tre aspetti: il sostegno alle biblioteche, il sostegno a un’effettiva libertà di pubblicazione, la definizione di questo osservatorio sulla qualità dei libri.

Le biblioteche (la biblioteca di scuola, la biblioteca privata, la biblioteca pubblica) sono un fattore fondamentale per il rilancio della cultura e del libro. La biblioteca è sempre meno frequentata, è sempre meno utilizzata, sempre meno potenziata, e ad esse vengono destinate pochissime risorse. Lo scopo dell’osservatorio è a sua volta quello di fornire strumenti che tecnicamente siano idonei alle diverse fasce d’eta’ e che siano in funzione di una formazione corretta del pensiero per garantire quel pluralismo, quella possibilità diversa di presenza, di opinioni, di pensieri che sono alla base di una formazione veramente diversa dei nostri ragazzi.