Tempus templum

 

‘La mostra raccoglie il lavoro dì osservazione compiuta per oltre un decennio su edifici di culto cristiano e pagano in Italia. Attraverso un itinerario di circa 150 fotografie e grafici suddivisi in 30 pannelli, la mostra propone una riflessione sulle modalità di traduzione in elementi architettonici di aspetti quali la concezione del tempo e la definizione del senso religioso nelle concezioni pagane e in quelle cristiane. Gli edifici presi in considerazione sono soprattutto di epoche culturalmente ed architettonicamente “immature”, come quelle a ridosso dell’inizio dell’era Volgare per i templi pagani e quella nata come periodo romanico, per le chiese cristiane. Il percorso della mostra fa percepire il lento ma progressivo cambiamento di concezione circa il rapporto sacro-profano e l’idea di tempio come dimora di Dio. Le separazioni e i divieti dei Templi antichi vengono progressivamente abolite ed il popolo intero accede direttamente al culto, in quanto popolo santificato e riscattato dal sangue di Cristo. A questa diversità facilmente percepibile, se ne aggiunge un’altra: mentre il tempio pagano si propone come luogo cosmico di salvezza dalla realtà profana attraverso l’evasione dal tempo profano, l’edificio sacro cristiano (riflettendo il mistero di un Dio che si è fatto Uomo che è entrato nella storia) si propone come rappresentazione di un tempo non più ciclico, ma orientato tra l’alfa dell’origine e l’omega del compimento finale, per il cammino di un popolo nuovo. In una prima sezione è documentata la struttura dei templi pagani dell’Italia, sia italici che d’origine greca, con una appendice di riferimento al Tempio ebraico; una seconda fase presenta l’evoluzione della struttura esterna delle chiese cristiane, con la progressiva eliminazione degli elementi di separazione fra “sacro” e “profano”; una terza fase presenta il superamento degli elementi di separazione anche all’interno della chiesa cristiana in Italia e la strutturazione del cammino di salvezza che dà senso al tempo degli uomini. Infine, vengono proposte due appendici: in una si dà documentazione delle diverse tipologie di chiese, che sottolineano diverse accentuazioni della prospettiva del tempo; nell’altra si mostra, attraverso il riutilizzo di edifici, siti e materiali, come la posizione cristiana non sconfessi il precedente sforzo d’approssimazione dell’uomo al mistero, anzi lo valorizzi intendendolo come domanda di significato posta al mistero stesso, di cui Cristo è la risposta.’

Data

20 Agosto 1995

Edizione

1995

Luogo