San Bernardo, renovator seculi - Meeting di Rimini
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San Bernardo, renovator seculi

 

a cura di Maria Pia Alberzoni, Guido Carboni, Alfredo Lucioni, Marco Meschini.
San Bernardo di Clairvaux è uno dei giganti del Medioevo europeo. Monaco e abate cistercense, piccolo di statura e a lungo malato, fece dell’esperienza monastica – vissuta al più alto grado – il centro della sua vita spirituale e sociale. Il carisma che gli era proprio attirò sempre più i suoi contemporanei: papi e vescovi, re e imperatori, insieme a innumerevoli folle di semplici fedeli, si rivolsero a lui per avere consiglio e aiuto. Egli segnò così, in maniera indelebile, il XII secolo e tutto il Medioevo, esercitando il suo influsso dalla Chiesa alla società laica, dall’arte alla letteratura, dalla politica alla cultura.
Nato nel 1090 vicino a Digione, in Borgogna, Bernardo entrò a 23 anni nel vicino monastero di Cîteaux, dove da pochi anni era cominciata una nuova esperienza monastica, volta a riscoprire la purezza della Regola di san Benedetto. Bernardo divenne ben presto un punto di riferimento, fondando già nel 1115 il suo primo monastero: Clairvaux.
Dopo pochi anni egli cominciò a redigere opere, viaggiare, predicare, con un’attività al limite dell’infaticabile. Durante lo scisma che divise la Chiesa del suo tempo, sostenne attivamente il pontefice Innocenzo II, che sarebbe poi stato riconosciuto come papa legittimo. Predicò contro gli eretici e a favore della seconda crociata (1146-1149), in occasione della quale difese gli ebrei presenti sul suolo europeo. Rinnovò la concezione dell’arte monastica, favorendo una semplicità che ancora oggi affascina. Dibatté con il celebre teologo Abelardo, sulla dignità e i limiti della ragione umana. Appoggiò il nascente ordine dei templari, monaci-cavalieri dediti alla difesa dei Luoghi Santi. Intrattenne fecondi rapporti con altri grandi del suo tempo, come Pietro il Venerabile, abate di Cluny, e Ildegarda di Bingen, la monaca nota in tutto il mondo per le sue visioni di Dio.
Bernardo stesso fu un grande mistico. Si può anzi dire che tutta la sua opera di rinnovamento, nella Chiesa e nel mondo dell’epoca, avesse come origine un’intensissima vita spirituale, coronata da alcune visiones Dei. Infatti, al culmine dell’ascesi mistica, a Bernardo fu data più volte la grazia di contemplare Dio, anzi di unirsi con lui e in lui. Egli aveva cioè raggiunto il quarto grado di quella elevazione che egli stesso aveva indicato in una sua opera: dall’amore di sé e di Dio per se stessi, all’amore di Dio per Dio stesso e, infine, di se stessi per Dio. L’uomo può quindi amare come e quel che Dio ama. L’uomo può essere come Dio.
È in questo ruolo, di mediatore tra Dio e gli uomini, che Dante lo ritrae nel Paradiso della Divina Commedia: il santo insegna al pellegrino Dante lo sguardo necessario per fissare gli occhi in Dio, e chiede per lui l’intercessione della Vergine.
Alla sua morte, nel 1153, l’Europa era popolata da centinaia di monasteri cistercensi. Il suo esempio era seguito da varie migliaia di monaci e si irradiava anche sul mondo dei “laici”. San Bernardo, renovator seculi, il “rinnovatore del mondo”.

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Data

22 Agosto 2004

Edizione

2004
Categoria
Esposizioni Mostre Meeting