Realtà vince sogno - Meeting di Rimini

Realtà vince sogno

 

‘La mostra, incentrata sulla poesia, si prefigura come “open space”, un luogo aperto dove la poesia può accadere. Chi è l’uomo? Qual è la sua origine e il senso di tutti i suoi tentativi? A che scopo il suo fare? E’ difficile tentare di descrivere tutto ciò attraverso la forma fissa e schematica di una esposizione. Per questo la scelta della poesia: il possibile avvenimento di un incontro tra l’uomo che attende e un varco che si apre sulla realtà, la possibilità dello spazio di incontro con gli uomini che attendono, intuiscono, riconoscono… Alcuni libri importanti del nostro Novecento poetico italiano portano titoli che riecheggiano quello del Meeting: dall’omonimo “La vita non è sogno” di Salvatore Quasimodo a “Realtà vince sogno” di Carlo Betocchi. Del resto, il tema del “realismo” è stato fonte di dibattito acceso tra le presenze significative degli ultimi 50 anni di poesia italiana (cfr. dibattito tra Pasolini e neonavanguardia e Luzi). Alcuni dei testi proposti mostrano l’esperienza della giovinezza che cambia forma e sostanza, ma rinnova e rinvigorisce l’entusiasmo di addentrarsi nella consistenza ultima della realtà; in modo che l’uomo non sia un “forestiero” che passa tra le cose della vita. Altri testi, al contrario, mostrano il ripiegamento dell’uomo solo, che non attende più nulla, a cui il tempo diventa nemico, ostile e spietato, lento e inesorabile, ma che non può fare a meno di gridare. Altri testi ancora, propongono l’esperienza di una presenza concreta, carnale e spirituale, che sappia porgere una mano tanto salda e sicura che tutti possono afferrarla per camminare più speditamente. Queste ed altre esperienze sono proposte all’uomo che cerca e attende e che non si accontenta che la vita sia solo quella che si vede. La presente mostra é dunque uno spazio “eventuale” e non un museo, un luogo in cui i visitatori possono partecipare ad un fatto di poesia, il luogo di un incontro possibile.’

Data

23 Agosto 1998

Edizione

1998