La primavera impossibile. Praga 1968 - Meeting di Rimini

La primavera impossibile. Praga 1968

 

Nel clima di rievocazione un po’ nostalgica che sin dai primi mesi di quest’anno si respira riguardo al Sessantotto, occuparsi dei fatti di Praga può apparire stonato, o peggio, passare per la inevitabile contromossa reazionaria intesa a strumentalizzare un “incidente di percorso” nello sviluppo dell’Europa.
In realtà ci interessa parlare di Praga perché ci sembra che questo episodio della storia moderna europea riveli come la contraddizione irrisolta e irrisolvibile fra libertà e ideologia non può non emergere dove l’uomo guarda con realismo alla sua dignità e al suo compito storico.
La primavera di Praga giunge a compimento di un processo che si svolge nella intera società civile cecoslovacca e all’interno di una classe dirigente pienamente inserita nel progetto comunista in atto nel paese dopo la fine della Guerra. L’esito di tale progetto fu la domanda se fosse possibile vivere da uomini liberi all’interno di una società impostata secondo i canoni del marxismo-leninismo. Da qui prese corpo quell’ipotesi di “socialismo dal volto umano” che per qualche mese cercò una possibile attuazione nel paese. Come ricorda Vaclav Havel in un suo scritto del 1978, Il potere dei senza potere, “il tentativo di riforma politica non fu la causa del risveglio della società, ma il suo esito ultimo”.
La risposta a questa domanda arriverà da fuori, dall’Unione Sovietica, e sarà un chiaro “no”. La domanda di libertà non solo non è compatibile con la dottrina marxista, ma non è neppure tollerabile che essa venga espressa. Di qui la repressione armata, l’invasione, la “normalizzazione” degli anni seguenti.
Se dodici anni prima, a Budapest, era stata una manifestazione di piazza a fare da elemento scatenante all’arrivo dei carri armati sovietici, a Praga non ci fu nemmeno bisogno di un pretesto; semplicemente, i cittadini praghesi si trovarono i russi in casa senza apparente motivo.
Le immagini della mostra, realizzate a Praga e in altri centri della Cecoslovacchia da diversi reporter nei giorni dell’invasione sovietica dell’Agosto 1968, mostrano lo stridente contrasto fra un popolo che vuole la pace e un potere che deve imporsi con la violenza. L’immagine simbolo di questa drammatica contrapposizione è quella di uomini e donne che parlano con i soldati sovietici, domandando loro: “Perché?”, e l’incapacità dei soldati a rispondere: loro sono i veri disarmati davanti all’evidenza della realtà che svela l’assurda menzogna che li ha portati lì.
L’apparato documentario che supporta le immagini intende fornire le linee di sviluppo della storia ceca dal 1948, allorché il Partito Comunista prese il potere nel paese, sino alla nascita del movimento di Charta 77. Se infatti occorre partire dall’immediato dopoguerra per comprendere la crescita della dialettica interna alla classe intellettuale ceca, maturata attraverso l’esperienza della rivolta di Budapest del 1956, sino allo choc dell’impatto brutale con i carri armati sovietici del 1968, è di grande interesse seguire lo sviluppo del percorso di autocoscienza politica e umana che portò alla nascita di Charta 77, ponendo la Cecoslovacchia a vivere da protagonista la battaglia per i diritti umani degli anni Ottanta, sino alla fine del Comunismo.
Al percorso delle immagini faranno così da contraltare documenti ufficiali, testimonianze, stralci letterari – in particolare da Kundera e Dubcek – e poetici, per giungere alle scritte che riempirono i muri di Praga, ai cartelli e alle vignette satiriche che coprirono le vetrine dei negozi: tutte testimonianze di una autocoscienza presente in ogni strato della popolazione, dalle avanguardie intellettuali alla componente operaia e contadina.
La mostra sarà composta da oltre 50 foto e una trentina di pannelli di testo. Si prevede la proiezione di alcuni documenti video (tra cui una parte di Oratorio per Praga, di Jan Nemec,) e l’esposizione di oggetti (documenti, libri, pagine di giornale…).

A cura di: Sandro Chierici, Ultreya

Con la collaborazione di: Angelo Bonaguro, Dana Kyndrova, Daria Rescaldani

QUESTA MOSTRA È DISPONIBILE IN FORMATO ITINERANTE. CLICCA QUI PER TUTTE LE INFORMAZIONI

Data

24 Agosto 2008

Edizione

2008

Luogo

PAD. A5