Ante gradus. Quando la certezza diventa creativa. Gli affreschi del Pellegrinaio di Santa Maria della Scala a Siena - Meeting di Rimini

Ante gradus. Quando la certezza diventa creativa. Gli affreschi del Pellegrinaio di Santa Maria della Scala a Siena

 

Mille anni fa iniziava l’avventura di una delle più prestigiose e feconde opere di carità della storia europea: l’Ospedale di Santa Maria della Scala a Siena. A fondarlo secondo la tradizione fu il ciabattino Sorore, secondo la storia i canonici della Cattedrale: comunque l’opera nacque dalla novità che Cristo aveva introdotto nel mondo “Ama il prossimo tuo, come te stesso”. E infatti l’ospedale nacque ante gradus ecclesiae, davanti alla scala della chiesa, collocazione geografica e ideale: dalla Chiesa viene generato questo fiume di carità che attraversa tutta la vita di Siena.

L’ospedale nacque come xenodochium, cioè come luogo di accoglienza dei pellegrini, degli stranieri che arrivavano a Siena da tutta Europa, percorrendo la Francigena. Diventò poi hospitale per i poveri e malati, asilo per i gettatelli, ricovero per i vecchi. La struttura crebbe, mai progettata, inglobando nel tempo, case e strade, una città nella città. Tra le sue mura, uomini e donne si consacrarono a Dio, nel servizio dei poveri: erano gli oblati del Santa Maria, ai quali si aggiunsero tanti senesi – peccatori e grandi santi come Caterina o Bernardino – che sostennero l’opera, regalando ad essa un po’ delle loro energie, del loro tempo o dei loro beni.
Le imponenti proprietà agricole, i tanti immobili, i continui lasciti testamentari resero il Santa Maria un’istituzione ricca: ogni giorno venivano date elemosine ai poveri, tre volte alla settimana per loro si preparava un banchetto. E l’antico ospedale divenne persino banca, assicurando prestiti ai privati, ma anche allo Repubblica di Siena, salvandola più volte dalla bancarotta.
La carità si fece bellezza: gli artisti senesi decorarono le volte, le pareti, perfino le copertine dei registri dell’Ospedale e le ampie sale si riempirono di musica e di poesia.

La mostra illustra la vicenda di questa medievale “compagnia di opere”, attraverso la riproduzione degli affreschi del Pellegrinaio dell’Ospedale, nei quali il Santa Maria volle fissare in otto grandi “fotogrammi”, la sua origine e il suo scopo. Saranno in mostra anche 4 registri originali dell’Ospedale nelle cui copertine sono dipinte scene della vita dell’opera. Il quarto registro chiude la mostra: sarà in una teca aperto alle pagine del testamento del Vecchietta, il pittor dell’Ospedale, uno dei grandi maestri del Rinascimento senese, autore del primo affresco del Pellegrinaio. Il pittore destina tutti i suoi averi al Santa Maria e sigla il suo testamento con l’immagine, in lamina d’oro e china, di Cristo risorto. La creatività nasce da uomini come il Vecchietta che sentono Cristo Risorto come il loro nome: è questa certezza che genera opere.

A cura di Marco Barbone e Mariella Carlotti

QUESTA MOSTRA È DISPONIBILE IN FORMATO ITINERANTE. CLICCA QUI PER TUTTE LE INFORMAZIONI

Data

21 Agosto 2011

Edizione

2011

Luogo

PAD. C1