Ankh Onech. Il segno della vita nell'antico Egitto - Meeting di Rimini

Ankh Onech. Il segno della vita nell’antico Egitto

 

‘Il tema della vita è al centro della fede egiziana nella sopravvivenza. Tutta la storia dell’Egitto, la sua architettura, l’arte, i testi, i sacerdoti, gli abitanti, gli scribi, la religione, proclamano la gioia di vivere. La mummificazione e il culto funerario sono in funzione della sopravvivenza. Per gli antichi egizi, il segno che simbolizza la vita è “Ankh”. Esso si presenta come una croce che al posto del braccio minore verticale ha un anello a forma di mandorla. L’importanza e la funzione di tale segno è documentata ovunque: nei templi, nelle tombe, sui vasi, sugli oggetti d’uso quotidiano. Si trova in tutte le espressioni del pensiero, della meditazione, della preghiera, delle celebrazioni e del culto; si incontra nella mano del sacerdote e della sacerdotessa, sui pilastri, sulle steli e nelle iscrizioni. “Ankh” diventa “Onech ” per i cristiani copti che continuarono la tradizione del simbolo. Le ipotesi sull’origine del segno della vita, i suoi significati, la sua evoluzione, sono l’argomento della mostra del Meeting, composta da numerosi pannelli fotografici e da pezzi originali di grande valore storico e documentario, provenienti dal Museo Barracco di Roma, collocabili in un arco di tempo che va dal III millennio al III secolo a.C.’

Data

20 Agosto 1988

Edizione

1988
Categoria
Esposizioni Mostre Meeting