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THOMAS MORE. L’opera ritrovata di William Shakespeare

Spettacoli Teatro Ermete NovelliTesto di Giampiero Pizzol e Otello Cenci; Regia e scene di Otello Cenci; con – Andrea Carabelli; Giampiero Bartolini; Giampiero Pizzol; Isotta Ravaioli Andrea Soffiantini

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Spettacolo realizzato con il contributo del Gruppo bancario Credito Valtellinese

Evento in occasione delle celebrazioni dell’anniversario di William Shakespeare 1616-2016

Un evento unico! L’ultimo testo autografo di William Shakespeare, recentemente digitalizzato e inserito dalla British Library tra i 299 esistenti. Rappresentato solo una volta a Londra, ha come protagonista Sir Thomas More e tratta temi di estrema attualità come l’odio verso gli immigrati e il rapporto con il potere. Londra, fine 1500. Nella cantina sotto la nota taverna della Sirena, William Shakespeare insieme ad alcuni amici attori discute animatamente sulla
prossima produzione teatrale della compagnia: ‘Thomas More’. Il testo proposto dal noto drammaturgo
inglese è insolito, problematico e molto rischioso. Il commediografo coinvolto da William è Anthony Munday, noto per le sue amicizie a palazzo, per essere un traditore e una spia a servizio della corona. Nello scantinato la notte s’ìnfiamma tra prove, scambi di personaggi, boccali di birra e minacce velate, fino alla scoperta più dolorosa,
perché: ‘sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere’. Un’opera di eccezionale importanza per meglio
comprendere chi fosse realmente il più grande autore di teatro della storia. Shakespeare scrive di suo pugno questa sconosciuta e misteriosa opera dedicata a Thomas More, ma perché? Con un Amleto o un Enrico, William ha guadagnato bene, con un Thomas More rischia di perdere non solo gli incassi ma la vita. Dunque se un’azione costa tanto, deve valere tanto. Che cosa spinge il Bardo a voler mettere in scena una storia tanto recente (accaduta poco più di 40 anni prima) e scomoda (Thomas ci aveva rimesso la testa e altrettanto rischiava William)? In una notte di prove, discussioni, slanci e rinunce, incontreremo il vero William Shakespeare alle prese con il grande dilemma: Essere o non essere Thomas More? Dopo l'impresa di Manalive, commedia tratta dal romanzo di G.K. Chesterton, ecco Otello Cenci e Giampiero Pizzol alle prese con un altro autore anglosassone, forse il più grande di tutti: William Shakespeare. E nuovamente fare i conti con un uomo vivo: Thomas More. Il cancelliere inglese conquista il popolo, i nobili e perfino, William Shakespeare, attraverso il suo impegno di filosofo e primo ministro, ma anche attraverso il suo arguto e fantasioso pensiero che lo porta a muoversi sulla scena politica unendo alla fede uno spiccato senso dell'umorismo. Un grande uomo davanti a cui sorgono naturali, ieri come oggi, grandi domande: è possibile rischiare
la vita per un ideale? C'è un punto in cui giustizia e misericordia s’incontrano? Una società giusta è niente più che
uno scherzo, un'utopia? È possibile vivere la fede con un sano umorismo? L'opera è tratta dal testo manoscritto di Shakespeare, Munday, Chettle, Dekker, Heywood scritto intorno al 1595-1600 a poco più di quarant'anni dalla morte di More avvenuta nel 1535 con l'accusa di alto tradimento per essersi rifiutato di firmare l'Atto di Supremazia di Enrico VIII. Il dramma è stato messo in scena integralmente per la prima ed unica volta solo nel 2005 dalla Royal Shakespeare Company e tradotto e pubblicato in Italia nel 2014 da Lindau.

Il caso More nell’opera di Shakespeare

Perché l'Autore di Amleto, Romeo e Giulietta, Macbeth, Enrico V, Sogno di una notte di mezza estate e commedie e tragedie tra le più famose del mondo, ha scritto insieme ad altri autori elisabettiani un dramma dedicato alla figura di
Thomas More? E perché non fu mai rappresentato? Scrivere un dramma dedicato a questo uomo politico era a quei tempi molto rischioso e significava esporsi a censure e repressioni: infatti More non ha mai accettato la Supremazia del Re come capo della chiesa e ha sempre osteggiato lo scisma anglicano. Perché Shakespeare decide di rischiare la carriera e la vita? Quale mistero si nasconde nella collaborazione con tali autori? Tra questi addirittura quel Monday che lavorava come spia al servizio della Regina, responsabile della cattura e della morte di tanti oppositori e
sacerdoti?
Come mai Shakespeare sceglie questa pericolosa strada? Qual è il segreto accordo fra questi
cinque scrittori? È la sua fede cattolica a muoverlo verso questo grande santo? Oppure un progetto di cambiamento politico della società inglese?
Abbiamo dunque, dopo lo Shakespeare in love, uno Shakespeare politico o uno Shakespeare religioso?
Anche noi vogliamo rischiare di aprire le pagine di quest'opera e, mettendo sulla scena lo stesso Shakespeare, tentare di seguire le orme del suo Thomas More per trovarne l'attualità nel mondo contemporaneo dove la politica sembra
essere tanto svilita e le scelte più importanti della vita si perdono nelle nebbie di amletici dubbi. Al termine del viaggio sappiamo già quale sarà la fine, ma forse l'Autore che ama gli uomini tramuterà la giustizia in misericordia, l'amaro in dolce e il pianto in sorriso.