DE SOUZA, ‘IN BRASILE LE RISPOSTE PIU’EFFICACI ALLA PANDEMIA DALLA SOCIETA’ CIVILE’

Redazione Web Non categorizzato

“Con 3.400.000 casi e 110.000 morti dall’inizio di febbraio  - ha spiegato Luis Eugenio de Souza, Professore di salute pubblica all’Università di Bahia - il Brasile si colloca alla
11ma posizione tra 167 Paesi del mondo, con una media 470 decessi per milione di abitanti.
In questo lungo periodo c’è stata una mancanza di coordinamento per fornire adeguate risposte. Abbiamo il terzo ministro della sanità in poco tempo, senza una preparazione diretta sul tema, essendo di formazione militare.
Si è invece mobilitata la società civile, che ha creato il Fronte per la vita, organizzato dal Consiglio nazionale per la sanità e con la partecipazione di tanti soggetti, tra i quali la conferenza episcopale.
Strategie per mitigare il danno economico”.
Per il presente e il futuro del Brasile, De Souza invita a “rafforzare il Sistema unificato di salute (SUS), visto anche l’elevatissimo numero di decessi tra il personale sanitario.
Occorre rinnovare la società sulla base della libertà, dell’equità e della solidarietà. 
La risposta alla pandemia, seguendo papa Francesco, è duplice: curare un piccolo virus che ha messo in ginocchi tutto il mondo e curarci dal grande virus dell’ingiustizia sociale”. 
 
Dagli Stati Uniti, Paul Barach, Professore alla Wayne State University e Lecturer alla Thomas Jefferson University, ha riflettuto sul fatto che con la pandemia “dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare e i nostri sistemi. 
Dobbiamo pensare al ruolo del nostro personale sanitario e fare di più per proteggerli. Un terzo degli operatori, in alcune parti del mondo, non si sente sicuro nello svolgere il proprio lavoro”. Barach si è soffermato sulla crescita della telemedicina e del lavoro in remoto per seguire i pazienti, con una riflessione aggiuntiva sulla necessità rispondere in tempi brevi alla popolazione durante le crisi e sulla capacità di chiedere aiuto.
 
Nelle sue conclusioni, il professor Vittadini ha parlato di un sistema sanitario che sappia coniugare
clinica, igiene e tecnologia, sempre nel rispetto della sussidiarietà e con uno Stato che non rinunci al suo ruolo, mentre Walter Ricciardi ha ribadito il legame strettissimo tra crescita economica e sicurezza sanitaria. (fc)