30 anni di Meeting / gli interventi più significativi

Papa Benedetto XVI

Il Meeting giunge quest’anno alla sua trentesima edizione. In occasione di questo anniversario, da qui ad agosto segnaleremo sul sito quindici interventi di personaggi che hanno partecipato al Meeting e che hanno segnato la storia della manifestazione, raccontando le circostanze in cui avvennero e mostrando le immagini degli incontri.

Era il 1990 quando l’allora cardinale Joseph Ratzinger pronunciò, nella sua visita, uno degli interventi in cui trova sintesi una delle sue importanti linee pastorali. Durante l’incontro conclusivo dell’undicesima edizione del Meeting, 'L' ammiratore Einstein Thomas Becket', il titolo dell’intervento era “Una compagnia sempre riformanda”,una lucida analisi del ruolo della Chiesa alla fine del millennio. “Non c'è bisogno di molta immaginazione per indovinare che la compagnia di cui qui voglio parlare è la Chiesa. (…) La parola e la realtà della Chiesa sono cadute in discredito. 0 forse il problema è solamente che finora non è stato scoperto il tipo di riforma che potrebbe fare della Chiesa una compagnia che valga davvero la pena di essere vissuta?” (…) Alcuni soffrono perché la Chiesa si è troppo adeguata ai parametri del mondo d'oggi; altri sono infastiditi perché ne resta ancora troppo estranea. Per la maggior parte della gente, la scontentezza nei confronti della Chiesa comincia col fatto che essa è un'istituzione come tante altre, e che come tale limita la mia libertà”.

La Chiesa, secondo Benedetto XVI, non può fondarsi sulla decisione di una maggioranza, su persone che desiderino costruirla secondo la propria opinione. “La reformatio, quella che è necessaria in ogni tempo, non consiste nel fatto che noi possiamo rimodellarci sempre di nuovo la "nostra" Chiesa come più ci piace, che noi possiamo inventarla, bensì nel fatto che noi spazziamo via sempre nuovamente le nostre proprie costruzioni di sostegno, in favore della luce purissima che viene dall'alto e che è nello stesso tempo l'irruzione della pura libertà”. (…) La fondamentale liberazione che la Chiesa può darci è lo stare nell'orizzonte dell'Eterno, è l'uscir fuori dai limiti del nostro sapere e del nostro potere. La fede stessa, in tutta la sua grandezza e ampiezza, è perciò sempre nuovamente la riforma essenziale di cui noi abbiamo bisogno. (…) Ciò significa che la Chiesa deve essere il ponte della fede”.

“La libertà, che noi ci aspettiamo con ragione dalla Chiesa e nella Chiesa non si realizza per il fatto che noi introduciamo in essa il principio della maggioranza. Essa non dipende dal fatto che la maggioranza più ampia possibile prevalga sulla minoranza più esigua possibile. Essa dipende invece dal fatto che nessuno può imporre il suo proprio volere agli altri, bensì tutti si riconoscono legati alla parola e alla volontà dell'Unico, che è il nostro Signore e la nostra libertà”. Una libertà autentica che è frutto dell’incontro personale con Cristo.

La straordinarietà delle parole del Cardinal Ratzinger colpirono il pubblico del Meeting ed ancora oggi esortano a riflettere sul ruolo che la Chiesa deve ricoprire per i fedeli e la società, attraverso un’analisi che intravede la certezza di un rinnovamento. E’ del 2002, invece, l’intervento inviato dal Santo Padre, intitolato “Il sentimento delle cose, la contemplazione della bellezza”, riprendendo proprio il tema centrale di quella edizione. “Io ho spesso già affermato essere mia convinzione che la vera apologia della fede cristiana, la dimostrazione più convincente della sua verità, contro ogni negazione, sono da un lato i Santi, dall’altro la bellezza che la fede ha generato. Nulla ci può portare di più a contatto con la bellezza di Cristo stesso che il mondo del bello creato dalla fede e la luce che risplende sul volto dei Santi, attraverso la quale diventa visibile la Sua propria Luce”.

Il Santo Padre non ha mai fatto mancare il suo saluto all’inizio della manifestazione e, come affermato da Emilia Guarnieri, Presidente della Fondazione “con il Cardinal Ratzinger abbiamo avuto il dono di una frequentazione annuale, dopo che lui venne al Meeting noi tutti gli anni siamo andati a incontrarlo e con lui abbiamo sempre discusso sul tema del Meeting. È una grazia particolare che abbiamo avuto”.

Leggi la trascrizione dell'intervento del 1990:
"Una compagnia sempre riformanda"

Leggi il messaggio del Cardinal Ratzinger, inviato nel 2002:
"Il sentimento delle cose, la contemplazione della bellezza"

Guarda lo speciale dedicato ai 30 anni di Meeting sul Sussidiario.net


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