Storie dal mondo, storie nostre
Tratto dal nuovo notiziario del Meeting di agosto, l'articolo di Roberto Fontolan sulla rassegna di reportage "Storie dal mondo"Torna al Meeting la rassegna di film documentari curata da Roberto Fontolan e Gian Micalessin:
ci sarà Life is in a day, impossibile tentativo di riprendere tutte le possibilità della vita;
ed inoltre due reportage di Monica Maggioni; un film sul mercato di ovuli negli USA;
la storia di Mario Melazzini e il mistero della Sindone
Un grande poetico affresco inaugura quest'anno la serie dei documentari "storie dal Mondo".
Per un giorno, lo stesso giorno, migliaia di abitanti della Terra hanno raccontato un pezzo della loro vita. Lo aveva immaginato il grande reporter polacco Ryszard Kapuscinski, viaggiatore
instancabile, il video racconto di una giornata nella vita del mondo. E ora è stato realizzato. Da mille latitudini e lingue e colori, uomini e donne, giovani e anziani, poveri e ricchi, hanno racchiuso nelle telecamerine e nei cellulari quel segreto che porta ogni giorno ciascuno ad aprire gli occhi e aprendo gli occhi andare incontro alla realtà. La realtà che sono gli altri, il lavoro, la città, il cibo, i sogni, i desideri, il mare, il cielo. Life in a day è l'impossibile tentativo di fotografare la smisurata possibilità della vita. All'appello dei produttori, tra i quali il geniale Ridley Scott, hanno risposto in migliaia e dopo un gigantesco lavoro di selezione e montaggio è nata una affascinante elegia che allude all'infinito che è tra noi, in ogni nostra giornata.
Nel secondo e terzo appuntamento della serie andiamo in Medio Oriente. Monica Maggioni, inviata del Tg1, porta al Meeting il suo Out of Tehran, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Quattro esuli dalla terra degli ayatollah raccontano di esistenze in fuga, di torture e di inenarrabili paure, di ricordi e di struggenti nostalgie. Il secondo reportage è il diario di un ritorno. Un anno fa Gian Micalessin aveva raccolto le voci dei giovani protagonisti delle rivolte arabe. Era il tempo dell'entusiasmo, del progetto, del sorriso. E ora che tempo è? Cosa è accaduto a quei giovani egiziani, libici, tunisini? Le rivoluzioni sono finite e sono iniziati nuovi processi, nuove fasi. Il mondo nuovo è come se lo aspettavano? Eggsploitation, quarto appuntamento del ciclo, indaga su
un fenomeno poco conosciuto eppure dilagante. E' una delle ultime trovate americane in fatto di mercato: la vendita di ovuli destinati a consentire la procreazione di coppie sterili. Occorrono le donatrici, naturalmente, da reclutare tra giovani studentesse universitarie in buona salute fisica (in qualche caso la rischiano) e in cattive condizioni economiche.
Ma non c'è alcuna "donazione": gli ovuli si comprano a caro prezzo, anche cinquantamila
dollari, e attorno al bisogno malsano di un figlio a qualunque costo si è sviluppato un fiorente commercio governato da agenzie specializzate e cliniche compiacenti. E' tutto lega le (negli Usa), ma la legalità non coincide con la giustizia. Questo ormai lo abbiamo imparato.
Gli ultimi due documentari propongono al pubblico del Meeting storie forse più note: altre volte Mario Melazzini, il celebre medico affetto da una grave malattia, ha partecipato all'evento riminese come relatore e ora sarà presente come protagonista del lavoro di Emmanuel Exitu, già vincitore di premi e incoronato da un passaparola che ha portato migliaia di persone ad acquistarlo in libreria nella versione dvd. Un inno alla vita, che merita sempre il nostro sacrificio. E infine l'accurata ricostruzione di un mistero internazionale che ha avuto pesantissime ripercussioni per l'amatissima
Sindone. Ricorderete che l'esame del Carbonio 14 escluse che il lenzuolo appartenesse al tempo di Gesù. Ma appena resi noti i risultati scoppiarono le polemiche: l'esame venne messo in discussione. Troppe stranezze e procedure equivoche, scienziati di parte, laboratori non trasparenti, giri di denaro e di documenti forse contraffatti. Una straordinaria concatenazione di superficialità, ingenuità e ambizioni malriposte o un abile strategia "uccidere" la Sindone?



